Venerdì 15 Gennaio 2016

Sentirsi meglio…sentendo meglio: curare le otiti alle Terme

Sentirsi meglio…sentendo meglio: curare le otiti alle Terme

Dolore all’orecchio. Voci e rumori sembrano ovattati. Meglio rivolgersi subito al medico, senza sottovalutare i sintomi.
Una volta passata la fase acuta (con l’ausilio dei farmaci) niente di meglio di una cura termale, meglio se con acqua sulfurea, un’arma in più per ridurre gli stati infiammatori-catarrali e rinforzare le naturali difese immunitarie delle vie respiratorie e dell’orecchio.
Ci sono diverse tipologie di otite, tra le varie forme quella che trae maggiore giovamento da un ciclo termale è l’otite di origine infiammatorio-catarrale che colpisce in particolare l’orecchio medio.
L’otite media secretiva è una delle patologie più diagnosticate nell’età pediatrica, ma può insorgere a qualunque età. Si può parlare anche in questo caso di prevenzione?
“E’ bene tenere sempre sotto controllo il buon funzionamento di naso, orecchio e gola - spiega la Dottoressa Chiara Iagher, specialista ORL - e fare una visita otorinolaringoiatrica. Una corretta prassi è poi quella di effettuare annualmente almeno un ciclo termale.
Prevenzione, in quale periodo dell’anno?
“Le cure termali fanno bene tutto l’anno, purché la cura venga fatta quando non c’è in atto uno stato infiammatorio acuto”.
Qual’è la procedura seguita quando si accoglie alle terme un paziente che desidera trattare le problematiche legate alle otiti?
“Prima di tutto c’è la visita di ammissione alle cure con cui lo specialista termale verifica l’opportunità della cura e propone il protocollo terapeutico più indicato caso per caso. Le terapie principali, utilizzando l’acqua termale sulfurea, sono due: insufflazioni tubariche e politzer crenoterapico.
Il politzer è una terapia indiretta indicata soprattutto in età pediatrica: si mette un’olivetta di plastica in una narice e attraverso questa s’invia una miscela di gas termale, derivato dall’acqua sulfurea, verso la tuba, facendo deglutire il paziente. Il gas si spinge così nella tuba e da qui al cavo del timpano.
Con l’insufflazione tubarica, metodica riservata agli adulti, il medico introduce un tubicino attraverso la narice fino alla tuba. In questo modo la miscela di gas termale arriva direttamente all’interno dell’orecchio. In entrambe le metodiche niente di doloroso, al massimo un po’ di fastidio.
Gli effetti di questa terapia?
Gli effetti sono due: meccanico, perché si riesce anche ad aprire una tuba chiusa, e farmacologico con un risultato fluidificante e decongestionante sull’orecchio medio. Sia col politzer che con il catetere si effettua un’applicazione al giorno, seguita da un trattamento con aerosol oppure da inalazioni a getto o in ambiente e, eventualmente, integrato da docce nasali micronizzate”.
“E’ una cura spesso risolutiva, che dà, in ogni caso, buoni risultati. Vorrei sottolineare ancora la grande utilità delle inalazioni con l’acqua termale sulfurea che stimola le naturali difese immunitarie e ha un’azione detergente e fluidificante sulle secrezioni dell’apparato respiratorio”.
Le cure termali sono in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. È sufficiente presentarsi alle Terme con la prescrizione del medico di base (ricetta rossa) completa di diagnosi e ciclo di cure corrispondente.
Malattie dell’orecchio:
•    Otite catarrale cronica
•    Otite cronica  purulente non coleasteatomatose
•    Stenosi tubarica
Ciclo di cure termali:  per la sordità rinogena (12 insufflazioni/politzer + 12 cure inalatorie)

Dr. Chiara Iagher – Specialista ORL

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